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"IL POSTO DELLE FRAGOLE" F.I.C.

Il cineforum "Il posto delle fragole"
alla
"MOVIEPLANET " di Bellinzago Novarese annuncia l'arrivo della


25^ EDIZIONE

DIAMO I NUMERI !!  25…. 50…100…. 200…. ANNI FA…

… Perché “chi non ha memoria non ha futuro”.

E noi del Posto delle fragole teniamo al futuro!

 

Ciao a tutti e tutte, vi auguriamo buon anno  e iniziamo la nuova rassegna dedicando due serate al capolavoro di Bertolucci , il film “ 900” restaurato dalla cineteca di Bologna.   Attraverso l’affresco storico di mezzo secolo d’Italia, il regista italiano racconta la lotta di classe tra contadini e padroni, individuando nei due personaggi protagonisti – Alfredo, figlio del padrone, e Olmo, figlio dei contadini – i poli simbolici su cui costruire la tensione emotiva dell’opera. Dai primi anni del XX secolo alla Prima Guerra mondiale e ancora alla cupezza grigia e violenta del Fascismo, fino alla Liberazione del 25 aprile, Bertolucci realizza un’opera ambiziosa, ambientata in Emilia (terra d’origine dell’autore), il piccolo grande mondo “perduto” su cui far muovere un’idea di cinema poetica ed eccessiva, omaggio alla terra e al socialismo contadino.
Sempre per fare memoria del secolo passato e delle sue tragedie, quest’anno, invece della Shoah, indaghiamo i fantasmi che abitano uomini e donne della Germania.  “ L’ultimo viaggio” di Nick Baker-Monteys   è un viaggio in Ucraina, (ancora oggi al centro della geopolitica russa) di un nonno e di sua nipote. La verità sul passato serve insomma al presente, perché senza far luce sulle cose accadute si inquina tutto, si creano relazioni false, non si riesce ad amare e, sul piano più generale, non si costruisce un futuro sensato per nessuno.
“Un affare di famiglia”  (palma d’oro a Cannes) porta la riflessione che Kore’eda ormai sviluppa da diversi anni sulla famiglia come legame etico e non di sangue a un livello superiore e a un grado di profondità e sofisticatezza che è raro trovare nel cinema di oggi.   E’ una famiglia povera ma dignitosa, che tenta di sbarcare il lunario in un periodo economicamente difficile per il Giappone in crisi economica. Vedremo la famiglia ricorrere a ogni mezzo, lecito e non, per riuscire a tirare a campare; e nonostante le difficoltà accolgono in casa una bambina abbandonata. Vedremo che è possibile dare amore a un figlio e instaurare un legame famigliare anche e soprattutto a fronte di tutti questi limiti. 
Dai piccoli furti in Giappone passiamo al “furto del secolo”  in Messico con “Museo” di Alonso Ruizpalacios brillante commedia che racconta la sottrazione di inestimabili reperti nel museo antropologico a cura di due sfaccendati ragazzi. Nel 1985 in Tv non si parla d’altro e i due si ritrovano proiettati un una fuga segreta, in cerca di un mercante d’arte cui vendere il bottino.  Su questa trama Alonso Ruizpalacios costruisce la sua commedia della liberazione: un “on the road” in cui i due sbandati si spingono e la fuga verso una libertà che confonde identità personale e nazionale.
Anche Spike Lee  in “Blackkkklansman” prende spunto da una storia vera, 7 anni dopo quella messicana. Nel 1992 il poliziotto afro-americano Ron Stallworth si infiltrò insieme ad un suo collega nel Ku Klux Klan di Colorado Springs. Riuscì quasi a scalarne i vertici.  Sembra una barzelletta: un nero e un ebreo che in poco tempo diventano leader della sede locale del Ku Klux Klan. Eppure Spike Lee usa la commedia per riuscire a isolare meglio gli elementi assolutamente seri della realtà contemporanea americana. Con un montaggio parallelo finale il regista mette l’una accanto all’altro una riunione del Klan presieduta da David Duke e  i linciaggi versione 2018, la manifestazione suprematista bianca di Charlottesville di quest’estate (dove migliaia di persone afferenti a organizzazioni razziste e neo-naziste hanno manifestato il proprio orgoglio razziale in una cittadina della Virginia) ed i comizi di Donald Trump, che minimizzavano l’accaduto.
Torniamo in Europa con “L’Atelier”.  A nove anni dal magnifico “La classe” (Palma d’Oro a Cannes 2008), Laurent Cantet torna a un racconto che mette in scena un gruppo di allievi e un insegnante, analizzando però nuove e differenti dinamiche. L’Atelier mostra un workshop estivo in cui un’affermata scrittrice deve condurre i suoi studenti alla stesura di un giallo. Non siamo in un istituto durante lo svolgimento di un anno scolastico, ma all’interno di un’estate a La Ciotat, città che alla fine degli anni Ottanta ha vissuto una stagione di lotte operaie per la chiusura dei cantieri navali in cui lavoravano moltissime persone. Il piccolo gruppo di giovani vive poi una condizione assai differente da quella di dieci anni prima: dopo gli attacchi terroristici a Parigi e Nizza, le idee di destra si vanno affermando mentre le posizioni individuali si vanno sclerotizzando. Così, a differenza de  La classe, la dialettica diventa sempre opposizione, la pedagogia è carente e l’insegnante stessa si rivela un personaggio aggrappato a pregiudizi e codici, incapace di stabilire una relazione con l’elemento più trasgressivo e depistante, Antoine. L’Atelier è scritto dal regista con Robin Campillo (suo fedele collaboratore, ma anche regista tra gli altri di 120 battiti al minuto).
Lasciamo il giallo irrisolto per un film difficile da risolvere :” L’uomo che uccise Don Chisciotte” è il testamento in vita di un regista che ha combattuto per anni contro i mulini a vento/giganti, ed è costretto a fronteggiare una realtà deridente e crudele. Gilliam, dopo 25 anni di controversie, dà vita a una creatura deforme e sbalestrata, quasi commovente nella sua tragicità in-volontaria. Il cineasta mette in campo tutto il suo cinema tra deformazioni prospettiche, animazione, colori pop della fotografia di Nicola Pecorini, proiezioni grottesche. Presente e passato diventano complementari, quasi paralleli. Si affaccia anche il fantasma di Donald Trump o dei fotografi a cavallo a caccia di gossip. E in più torna in campo Fellini, nel delirio di Don Chisciotte, con le maschere che gli ruotano attorno. Un cinema ancora visivamente molto denso, ma dove si vede anche quell’involuzione nel suo cinema evidente da Tideland in poi.
E finalmente arriviamo al mese di marzo, in cui prendono il testimone due registe donne per regalarci due storie inaspettate. Wilma Labate in “Arrivederci Saigon” ci racconta di giovanissime ragazze che vengono tutte dalla provincia industriale toscana, le acciaierie di Piombino, il porto di Livorno e le fabbriche Piaggio di Pontedera. È la provincia rossa delle case del popolo e del PCI. Uscire da questa provincia per loro è un sogno, ma siamo nel 1968 e tutto è possibile. Ricevono un’offerta che non si può rifiutare, una tournée in Estremo Oriente: Manila, Hong Kong, Singapore, Vietnam, Giappone. Armate di strumenti musicali e voglia di cantare, partono sognando il successo ma si ritrovano in guerra, e la guerra è quella vera contro i Vietcong. Dopo cinquant’anni Le Stars raccontano la loro avventura tra soldati americani, basi sperdute nella giungla e musica soul.  Tra immagini di repertorio, di assoluto valore storico e impatto emotivo, e la ricostruzione dei fatti attraverso le testimonianze delle protagoniste, oggi praticamente tutte insegnanti nelle rispettive scuole di musica avviate nei propri luoghi di origine ( Piombino),  il documentario si destreggia, anche grazie al “controllo” fotografico di Daniele Ciprì, con estrema naturalezza e convinzione. La regista esibisce la consueta abilità di muoversi nei meandri di verità scomode e di forte impatto sociale.
Ed infine il bellissimo “Sembra mio figlio” di Costanza Quatriglio . La storia straziante di Ismail, scappato dall’Afghanistan da piccolo per sfuggire alla guerra ed alla morte a cui sono destinati quelli che come lui sono di etnia hazara, un popolo perseguitato ormai da oltre un secolo. Ismail vive in Italia a Trieste e della sua patria di nascita conserva ormai soltanto il legame con la madre che vorrebbe rivedere. La regista con grande bravura concentra l’attenzione dello spettatore sulla forza implicita nelle immagini stesse. Un cinema che è fatto di sguardi, imploranti, indagatori, spaventati, che non ha niente di accomodante, che richiede pazienza ed attenzione, che ha voglia di suscitare sdegno e di accendere i riflettori su una delle tante tragedie ignorate del mondo. Il film assume la valenza di un ritratto sui popoli sradicati, nella storia e ancora oggi. Girato con grande sensibilità e rispetto, in una lingua antica per un popolo che non ha avuto mai voce, commuove anche grazie alla figura piena di dignità, altera ma con barlumi di dolcezza, dell’attore principale - e poeta - Basir Ahang, anche lui hazara. Una storia al maschile, diretta da una donna, con una protagonista assente, la madre.
Buona visione Paolo

BAMBINI CHE CORRRONO SULLA SPIAGGIA

2^RASSEGNA 

 

Giovedì  10 gennaio 2019

figure

dur. 168 min





Regia: Bernardo Bertolucci. Musica: Ennio Morricone. Interpreti:
Robert De Niro (Alfredo), Gérard Depardieu (Olmo), Sterling
Hayden (Leo), Dominique Sanda (Ada), Francesca Bertini
(suor Desolata), Laura Betti (Regina),Werner Bruhns (Ottavio), Stefania Casini (Neve),
Alida Valli (signora Pioppi), Romolo Valli (Giovanni Berlinghieri), Donald Sutherland
(Attila), Burt Lancaster (Alfredo nonno), Stefania Sandrelli (Anita).

Giovedì 17 gennaio 2019

 

 

NOVECENTO ATTO 2

bambino sporto al finestrino treno

dur. 154 min  

Giovedì 24 gennaio 2019

"Giornata della memoria"

 

L’ULTIMO VIAGGIO

due figure e un treno

Titolo originale: Leanders letzte Reise. Genere DrammaticoGuerraSentimentale

Origine: Germania, 2017
Durata: 107’


di Nick Baker-Monteys
con Jürgen Prochnow, Petra Schmidt-Schaller, Tambet Tuisk
Giovedì 31 gennaio 2019

 

UN AFFARE DI FAMIGLIA

Palma d’oro al Festival di Cannes

bambini che saltano in aria felici

Origine: Giappone 2018

Durata: 121′-

 


di Koreda Hirokazu
con Kirin Kiki, Lily Franky, Sôsuke Ikematsu, Akira
Emoto, Sakura Andô, Mayu Matsuoka
Giovedì 7 febbraio 2019

 

MUSEO

Orso d’argento alla miglior sceneggiatura alla Berlinale

interno museo e persona

Drammatico, ,
durata 128 min. - Messico 2018.

di Alonso Ruizpalacios

con Gael García Bernal, Leonardo Ortizgris, Alfredo
Castro, Simon Russell Beale, Lisa Owen.
Giovedì 14 febbraio 2019

 

BLACKKKLANSMAN

Gran premio della giuria al Festiva di Cannes 2018

due figure

durata 128 min. –
USA 2018. -

di Spike Lee
con John David Washington, Adam Driver, Topher Grace, Laura
Harrier, Ryan Eggold. Jasper Pääkkönen, Corey Hawkins, Paul
Walter Hauser, Ashlie Atkinson, Alec Baldwin, Harry Belafonte,
Robert John Burke, Craig muMs Grant
Giovedì 21 febbraio 2019

 

L’ATELIER

Premio Cesar Migliore attrice.

figure di persone

Origine: Francia 2017

durata: 113′


di Lauren Cantet
con Marina Foïs, Matthieu Lucci, Warda Rammach,
Issam Talbi, Florian Beaujean

Giovedì 28 febbraio 2019

don chisciotte a cavallodi un legno


Origine: Spagna/Gran Bretagna/Francia/Portogallo 2018

Durata: 137′


di Terry Gilliam
con Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård,
Olga Kurylenko, Joana Ribeiro, Jordi Mollà

Giovedì 7 marzo 2019

dedicati alle donne

figure

Durata: 80
di Wilma Labate
con Viviana Tacchella, Rossella Canaccini, Daniela
Santerini, Franca Deni ′

Giovedì 14 marzo 2019

dedicati alle donne

faccia in trasparenza

Drammatico durata 103 minuti. Produzione Italia, Belgio,
Croazia, Iran 2018.

di Costanza Quatriglio
con Tihana Lazovic, Basir Ahnang, Dawood Yousefi. Genere

CIVETTA

 

Visualizza e scarica il file con la 2^rassegna in formato pdf QUI

 

"MOVIE +"  PRESENTA : Continua la collaborazione con Movieplanet inserendo la nostra rassegna nel progetto MOVIE+ che vede coinvolti altri 5 cineforum nelle multisale gestite dal gruppo. Ci siamo incontrati con l’amministratore delegato e la responsabile del progetto per coordinare insieme la programmazione e ci sono state date, come negli anni passati, completa fiducia e autonomia di lavoro. Poche le modifiche. Faremo 3 rassegne invece di 2 per un  totale sempre di 32 film; abbiamo creato un nuovo sito internet: www.cineforumilpostodellefragole.it ; oltre alla nostra tessera FIC avrete anche quella di Movie+ che vi darà diritto a sconti per le altre rassegne che si faranno a Bellinzago.

CIVETTA LOGO CINEFORUMCLICCA SULL'ICONA PER ANDARE AL SITO DI MOVIE+

Ingresso soci 4,00 euro  
Con tessera annuale  FIC dal costo di 10,00 euro
valida per tre rassegne da settembre a giugno per un totale di 32 film
www.cineforumilpostodellefragole.it 
Per informazioni telefonare a Paolo Rizzi 340.5273720
      e mail acqua.paolo@gmail.com

Tessera Movie+ gratuita che dà diritto a sconti per altre rassegne organizzate presso la sala di Bellinzago Novarese
ALTREvisioni è una iniziativa culturale realizzata da Movieplanet
a cura di Cristina Francese Movie Planet  0321 927419

Ingressi con biglietto ai non soci a 6,70 euro
www.movieplanetgroup.it/ALTREvisioni
 www.movieplanetbellinzago.it

 

 


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MOVIE PLANET
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            Per informazioni telefonare a 340.5273720     

Movie Planet  0321 927419
           www.cineforumoleggio.it         www.movieplanetbellinzago.it
e mail: acqua.paolo@gmail.com



 COLLABORAZIONI CON LE ASSOCIAZIONI

LIBERA NOVARA www.liberapiemonte.it

FREE TRIBE OLEGGIO www.freetribe.it/web/ 

AMNESTY NOVARA www.amnesty.piemontevda.it/

BANCA DEL TEMPO OLEGGIO www.associazionenazionalebdt.it

GASBIOleggio    http://gasbilancioleggio.wordpress.com/tag/gas/

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BIO NOVARA  http://www.bionovara.org/

 


        



                                

           
                                                                     


        

     

 

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